Sono passati 10 anni dalla morte dello storico leader del Partito Radicale Italiano Marco Pannella, e Barletta ha l’occasione di compiere un gesto di grande valore civile: pensiamo che si potrebbe dedicare una strada a uno dei protagonisti più significativi della Repubblica italiana che ha attraversato le cosiddette Prima e Seconda Repubblica. La normativa consente l’intitolazione delle vie trascorsi dieci anni dalla scomparsa di una personalità. Riferirci a leader nazionali non è sconveniente, anzi.
Il decennale della morte di Pannella rappresenta il momento giusto per avviare tale proposta, sottoponendolo ovviamente alla Commissione comunale per la toponomastica.
Come noto il leader del partito Radicale e dei Radicali Italiani ha attraversato la storia senza accettare logiche di schieramento. Infatti nota è anche il suo sostegno alla candidatura del primo Berlusconi. Pur guidando un numericamente piccolo partito, ha inciso profondamente nella storia d’Italia con battaglie come il divorzio e l’aborto, i diritti civili, la laicità dello Stato e la difesa dei detenuti. Molte battaglie ne restano ancora attuali. Influenzando la società con idee e coerenza Pannella ha fatto politica senza occupare grandi posti di potere.
Ancora una volta si deve ricordare che a Barletta non esistono intitolazioni dedicate a figure come Enrico Berlinguer già consigliato da queste colonne; ma neanche a personalità locali, che meriterebbero un riconoscimento pubblico, come “il Sindaco della gente” Francesco Salerno. In questa logica l’intitolazione a Marco Pannella darebbe un segnale di modernità, capace di valorizzare chi ha contribuito alla crescita democratica e civile dell’Italia.
A Barletta, invece, restano ancora intitolazioni a personaggi dubbi come Enrico Cialdini una figura storica legata a stagioni piuttosto buie soprattutto per il Meridione.
Intitolare la strada a Marco Pannella renderebbe omaggio ad un protagonista della repubblica, ma allo stesso tempo si offrirebbe l’opportunità di lasciare un segno tangibile della storia nei giovani, ricordando chi si è sempre distinto per la ricerca della libertà, della giustizia attraverso la non-violenza nei famosi scioperi della sete e della fame.